BIOPAP, BIOlogic: alimentazione consapevole in vaschetta

BIOPAP

BIOPAPIn questi ultimi giorni, girando per locali alla ricerca di novità succulente e ‘tollerabili’, il team di Incibus si è imbattuto in un prodotto interessante: il BIOPAP. Non direttamente commestibile, ma utile all’industria alimentare per impacchettare e conservare i cibi in maniera environment friendly al 100%.

Il BIOPAP è un materiale innovativo, ci spiega Marco, dipendente della CartonSpecialist, l’azienda che ha creato questo nuovo polimero. Marco, infatti, ha gentilmente accettato di dissetare la nostra curiosità. Offrendoci qualche bicchiere del suo tempo e qualche notizia in più.

Da lui veniamo a sapere che il prototipo del BIOPAP risale agli anni ’90. Si tratta, nello specifico, di un polimero a base di cellulosa, assolutamente impermeabile e compostabile al 100%. Se lasciato a terra, infatti, sparisce, totalmente e senza inquinare, nel giro di 100 giorni.

Per capirci: stiamo parlando della tipica vaschetta in cui vi vengono servite le patatine al take away. In cui potete cuocere la vostra lasagna al forno. In cui trovate impacchettati il seitan o gli hamburger nello scomparto frigo del supermercato. Solo che un contenitore BIOPAP, invece di essere fatto di alluminio (come, in generale, le vaschette ‘a portar via’ del girarrosto) o di semplice polpa di cellulosa (come la maggior parte dei contenitori delle ditte alimentari bio), è composto da questo polimero particolare.

I contenitori in BIOPAP, oltre al riguardo per l’ecologia, hanno altri punti forti, ci dice Marco. Punti che li rendono molto accattivanti anche dal punto di vista pratico. Sono idonei a freezer, microonde e forno e resistono a temperature comprese tra i -40° C e i 215° C. Inoltre, sono monomateriali. Questo vuol dire, sostanzialmente, che, tagliando la pizza con troppa forza, non andremo mai a intaccare una parte interna di cartone piena di plastiche, scarti industriali, etc.

Ma quello che ci ha incuriosito di più è stata l’affermazione di Marco per cui il materiale BIOPAP garantisce una ‘contaminazione sostanzialmente pari a zero’. Questo grazie alla sua composizione chimica. Le materie prime utilizzate per il polimero di cellulosa provengono tutte, infatti, esclusivamente, da terreni agricoli del Nord Europa e non soggetti ad agricoltura intensiva. Risultato: nessun residuo di pesticidi o materiali tossici per l’organismo presente. Ciò significa che il BIOPAP potrebbe davvero essere una buona soluzione da adottare in caso di cibi destinati a un’utenza allergica o che soffre di intolleranze alimentari.

Effettivamente, Marco è molto positivo a riguardo, e ci spiega come alcune realtà italiane siano già clienti del marchio BIOPAP. Tra cui, per esempio, Milano Ristorazione, che si occupa di rifornire alcune mense pubbliche della Lombardia. “Anche in Germania, il marchio BIOPAP rifornisce già alcuni dei colossi dell’alimentazione biologica” afferma, orgogliosamente, Marco.

Le vaschette BIOPAP non sono acquistabili dal singolo consumatore (non ancora, quanto meno). Ma non ci stupiremmo se sempre più ditte alimentari e ristoratori arrivassero infine a interessarsi a questo materiale innovativo. Sarebbe probabilmente un buon modo di distinguersi per il rispetto dell’ambiente e per il monitoraggio delle intolleranze.