INTOLLERANZA AL LATTOSIO

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L’intolleranza al lattosio è sicuramente l’intolleranza più comune e più diffusa nella popolazione quando si tratta di latte vaccino o di altri latti animali come quello di asina o di capra. Rientra fra le intolleranze a carenza enzimatica perché è causata da un deficit di produzione dell’enzima lattasi.

L’enzima lattasi scinde lo zucchero del latte, il lattosio, in due zuccheri più piccoli: glucosio e galattosio per far si che vengano assimilati dall’organismo. La lattasi è un enzima naturalmente presente nei neonati ed è fondamentale per digerire il latte materno; comincia a diminuire verso i 4-5 anni di età, tempo in cui l’allattamento materno è ormai terminato. Con l’introduzione del latte vaccino dopo lo svezzamento, i disturbi nei bambini sono in aumento sia a livello cutaneo come eczemi, dermatiti, rossore, prurito, sia come problematiche connesse alle mucose come raffreddori, otiti e bronchiti ricorrenti. La mancanza di lattasi è un deficit che può essere definito fisiologico in quanto l’essere umano non ha più bisogno di latte dopo lo svezzamento, tanto meno il latte proveniente dalla mucca (destinato al vitello) che risulta diverso per composizione e più complesso da digerire rispetto a quello materno.

Capita che la mancanza dell’enzima lattasi possa essere dovuta al danneggiamento della mucosa intestinale a causa di una forte gastroenterite oppure della celiachia, malattia auto-immunitaria. In questi casi la tolleranza è recuperabile con un recupero della funzionalità della mucosa intestinale.

Cosa succede quando manca la lattasi?

Il lattosio, una volta assunto con latte e derivati, rimane indigerito nell’intestino causando una fermentazione ad opera dei batteri intestinali e un’alterazione dell’equilibrio della flora batterica intestinale. Se l’intolleranza continua nel tempo avviene anche un’alterazione della permeabilità della mucosa intestinale. Viene meno la barriera selettiva della mucosa con un progressivo “scollamento” delle cellule e l’apertura di piccoli spazi attraverso cui passa cibo non digerito, fra cui lo stesso lattosio, con una serie di conseguenze che approfondiremo nei prossimi articoli. Infine, il sistema immunitario si attiva e sorgono i sintomi sia intestinali che extra-intestinali.

Intolleranza alle proteine del latte

L’intolleranza al lattosio può manifestarsi anche come intolleranza alle proteine del latte, molto spesso trascurata o sottovalutata. Questo tipo di sensibilità è dovuta all’interazione fra il nostro sistema immunitario e le proteine del latte. Le proteine del latte vaccino, fra cui le caseine, sono più grandi e meno digeribili rispetto al latte materno, e questo rende il latte vaccino molto più proteico. La caseina può coagulare formando una massa collosa che aderisce alle pareti dell’intestino formando una specie di muco, che blocca e irrita la mucosa causando l’alterazione della permeabilità intestinale. Come abbiamo visto, ne consegue il passaggio di altre sostanze attraverso la barriera intestinale e l’attivazione del sistema immunitario come risposta di difesa. Un’altra proteina del latte vaccino che può creare problemi è l’albumina.

L’intolleranza di manifesta anche con integratori contenenti lattosio o proteine del latte

Mi è capitato molto spesso di vedere sportivi fare uso di polveri o pasticche a base di proteine del siero di latte vaccino che presentavano vari sfoghi cutanei e problemi digestivi, risoltosi poi con la sospensione di cibi e di prodotti contenenti derivate del latte.

Alimenti da evitare nell’intolleranza al lattosio

E’ necessario evitare:

  • latte vaccino
  • burro
  • yogurt
  • formaggi freschi – nel caso dell’intolleranza al lattosio, i formaggi stagionati non dovrebbero dare problemi, ma come ho scritto potrebbero essere coinvolte anche le proteine del latte, quindi è da verificare
  • lattosio (compresi i granuli omeopatici)
  • biscotti con latte
  • cioccolato al latte
  • creme di pasticceria
  • gelati – ci sono gelati alla frutta senza latte che posso essere assunti
  • margarine (alcune contengono latte)
  • latte di capra o di asina
  • salse, ragù, polenta confezionata, purè di patate, salumi, prosciutto cotto

Alternative

Latte di origine vegetale: soia, riso, mandorle, nocciole, kamut, avena, quinoa, cocco

Riassumendo, sotto la dicitura “intolleranza al lattosio” può rientrare anche una forma di sensibilità verso le proteine del latte.

L’intolleranza al lattosio è facilmente diagnosticabile e i sistemi possono essere due:

  • il “Breath test”, un test disponibile presso strutture pubbliche e private con una buona attendibilità (attorno al 77%) e specificità (oltre il 97%). 
  • Il Test genetico indica se il soggetto è predisposto o meno a sviluppare una riduzione dell’attività dell’enzima lattasi. Predisposti significa che c’è la possibilità di sviluppare l’ipolattasia nel corso della vita.

Veronica Pacella –  Biologa Nutrizionista e collaboratrice di Incibus.com.

Ringraziamo anche la AILI per la collaborazione.

Fonti: 

– Alessandro Targhetta: “Intolleranze alimentari”, edizioni Il Punto D’Incontro