Intolleranza in viaggio: i consigli di Monica’s Kitchen – La cucina di una casa senza glutine

logocucinasenzaglutine

In diverse occasioni abbiamo affrontato il tema dell’intolleranza in viaggio, abbiamo infatti segnalato le città italiane ed europee dove poter trovare strutture in linea con specifiche esigenze. Non solo, anche i nostri ospiti sviscerano il tema fra una domanda e l’altra, affrontando le singole sfumature sempre legate al mondo delle intolleranze e delle allergie alimentari.

E oggi? In questo articolo parliamo di viaggi o meglio, di cosa significa essere intolleranti o allergici durante le proprie vacanze e soggiorni di lavoro. Durante questa chiacchierata ci accompagnerà Monica di Monica’s Kitchen – La cucina di una casa senza glutine, foodblogger amante della cucina e celiaca.

Ciao Monica,

andiamo dritti al sodo…

Come è possibile riconoscere il fatto di essere celiaci?

Per capire se si è affetti da celiachia non bisogna basarsi su supposizioni, come molti fanno negli ultimi anni, ma è necessario seguire un iter di esami ben specifici del sangue, per incominciare, e biopsia intestinale. La sintomatologia è molto varia, motivo per cui non ci si può basare su supposizioni. Ci sono persone che hanno gravi disturbi intestinali in caso di assunzione di glutine, mentre altri soggetti sono apparentemente asintomatici, ma presentano disturbi quali ad esempio emicranie, dolori muscolari o aborti frequenti che, apparentemente, nessuno immaginerebbe collegati ad alimenti assunti. In caso di questi possibili sintomi sarà poi il medico a prescrivere gli esami necessari, ma MAI affermare di essere celiaci solo su ipotesi.

Per moda o per necessità come nel tuo caso, quando ha preso inizio questa avventura?

Per me è una necessità, anche perché se disgraziatamente assumo alimenti anche solo contaminati con glutine sto malissimo. Per moda lo trovo stupido, molti son convinti che la dieta senza glutine faccia dimagrire, quando invece è l’esatto opposto dato che le farine gluten free hanno un contenuto di zuccheri superiori a quella di frumento.

Per quanto mi riguarda non mi piace definirla avventura, ma è più che altro un cambiamento, un nuovo capitolo della mia vita, ed è iniziato a luglio del 2011. All’inizio non è stato semplice, poi col tempo ho iniziato anche a cogliere aspetti positivi ed ho voluto iniziare a scrivere il mio blog per aiutare soprattutto quelli che come me si sono trovati da un giorno con l’altro a dover stravolgere le proprie abitudini. Allo stesso tempo voglio anche far capire che mangiare senza glutine non significa rinunciare al gusto ed alla buona cucina.

Leggo quanto scrivi nel blog e in particolare di un piccolo tour in Toscana, quanto è stato complicato trovare una cucina adatta alle tue esigenze?

Tendenzialmente quando devo mangiare fuori casa, soprattutto in vacanza, cerco di organizzarmi in anticipo e documentarmi sui posti accessibili, anche perché correre il rischio di contaminazioni implicherebbe rinunciare a gite ed uscite, quindi una situazione poco piacevole. Nelle grandi città qualche alternativa si trova sempre, il problema restano i paesi più piccoli dove trovare locali gluten free risulta più difficoltoso. Fortunatamente però c’è sempre l’ancora di salvataggio dei supermercati, ormai tutti piuttosto forniti o dove comunque è sempre possibile trovare qualcosa senza glutine.

Al contrario se parliamo di ristoranti, e simili, quale definizione possiamo dare al quadro generale della situazione?

Iniziano ad esserci sempre più ristoranti che garantiscono menù senza glutine, ma pensando a tutta l’Italia sono ancora pochi. Il problema più grosso è che molti si improvvisano esperti, pensano che basti togliere la farina, quando invece il discorso è più complicato, ignorano l’esistenza di prodotti a rischio ed ancor più della contaminazione legata all’impiego di utensili già impiegati in preparazioni contenenti glutine. Da questo punto di vista sarebbe utile una buona campagna di sensibilizzazione, visti anche i dati che evidenziano il costante aumento di patologie legate al glutine.

Spostiamoci nella cucina di casa. Spesso ci capita di avere ospiti con la tua medesima intolleranza alimentare, quali accorgimenti è bene adottare?

Io consiglio sempre una cosa: se non siete celiaci, ma avete un ospite celiaco, cucinate per tutti senza glutine e soprattutto, se non conoscete bene il problema e siete in dubbio su alcuni alimenti, chiedete direttamente a lui. Cucinare senza glutine per chi non è abituato a farlo se fatto in contemporanea a preparazioni che lo contengono, potrebbe sottovalutare il problema, oppure anche solo mescolare i due tipi di pasta con medesimo cucchiaio. Questo sarebbe un grossissimo problema.

Quindi direi, solo per l’occasione, via tutti i cibi contenenti glutine, stoviglie ben pulite e piano di lavoro senza pane, biscotti e similari. Consultate l’elenco dei prodotti che possono essere a rischio o chiedete consiglio direttamente all’ospite celiaco. Meglio chiedere piuttosto che far di testa propria e farlo poi stare male.

Infine alcuni consigli…

Quali consigli senti di dispensare per coloro che organizzando un viaggio, anche di breve durata? Quali quesiti devono porre e quindi far presente?

Una delle prime cose da fare, sia che il viaggio sia in Italia, ma soprattutto all’estero, è quello di informarsi sui posti nei quali potrete mangiare e possibili negozi nelle vicinanze. Se andate all’estero documentatevi sulle abitudini locali in merito o se esiste un circuito di ristoranti nei quali viene garantito un menù privo di glutine.

Se avete dubbi fate presente il vostro problema, piuttosto che rischiare di stare male, fate una domanda in più, anche se questa può sembrare banale o vi farà passare per paranoici. Preferireste rovinarvi la vacanza per una contaminazione oppure fare una domanda in più? Penso che la decisione in questo caso sia piuttosto semplice!

Organizzare un viaggio considerando le intolleranze allergie è possibile grazie ad una ricerca approfondita delle strutture prima della partenza!

Incibus è un progetto dedicato: in qualità di viaggiatrice con esigenze specifiche, quali miglioramenti gli utenti possono ottenere adottando il nostro programma?

Sarebbe bello che, giunti nel 2017, ci fosse una conoscenza capillare di tutti coloro che operano nel mondo della ristorazione, dei principali allergeni. Mi è capitato di andare in ristoranti e sentirmi chiedere “ma cos’è il glutine e dove si trova?”. Quando capitano queste cose, in primis, esco dal locale, perché già non sapere dove si trova mi dà una sicurezza pari a zero. In secondo luogo trovo inammissibile che chi opera nel settore ristorativo non sia a conoscenza di queste cose. Sono informazioni importantissime, un ristoratore dovrebbe conoscere le basi stando al contatto con il pubblico.

Utilizzando programmi come Incibus può essere un aiuto quando si è in viaggio, ricevendo informazioni in merito alle location accessibili. Credo però che nel nostro paese manchi una formazione seria della ristorazione rivolta a questa problematica. Si parla di norme igieniche e sicurezza sul lavoro, ma coloro che somministrano cibi dovrebbero essere tassativamente a conoscenza di queste informazioni, anche perché in caso di errore a rimetterci è la salute delle persone.

Grazie Monica per questa intervista: ora risulta più semplice organizzare qualsiasi viaggio, e per INCIBUS ci sono nuovi orizzonti da esplorare!

————————————————————————————————

moni-logo-defMonica, conosciuta come Monica’s Kitchen, è una food blogger per passione. Nel luglio del 2015 crea il suo blog “www.monicaskitchen.it“per occuparsi di cucina e condividere la propria intolleranza, in modo semplice senza privarsi del buon gusto.

Condivide consigli di viaggio, ricette e molto altro anche nei suoi canali Facebook, Twitter e Instagram. Segui la sua casa senza glutine!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *