Gluten free ad alta quota: intolleranze, aerei e come gestirli

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Natale si avvicina.

Regali e vacanze anche.

Questo vuol dire che magari qualcuno di noi attende con ansia che finiscano le scuole. O che chiudano le aziende (sì, beh, almeno che scatti il periodo “ferie” per qualcuno). Insomma, che Babbo Natale ci regali qualche giorno di relax o, perché no, magari, di viaggio.

Secondo l’Istat, lo scorso anno ben 11 milioni di italiani hanno pensato bene di fare un saltino all’estero. Circa la metà lo ha fatto nel periodo natalizio. E un 14% ha deciso di spostarsi in aereo.

Chissà quanti di questi viaggiatori erano affetti da intolleranze alimentari. E chissà quanti di loro avrebbero potuto prendere un aereo e ordinare uno snack o un pasto adatto alle loro esigenze.

Io ho provato a farlo. Dovendo andare in Thailandia, ho richiesto, con 20 giorni di anticipo, dei pasti gluten free per il viaggio.

La signorina dell’agenzia viaggi è stata squisitamente gentile e ha provveduto subito a informare la compagnia aerea. La quale, in 2 giorni, ha fatto passare la mia richiesta da “pending” a “KK”, ossia, “accettata”. Ottimo.

La signorina dell’agenzia, però, mi ha poi chiamato e mi ha specificato che lei, personalmente, dava un’affidabilità del 50% a questo risultato. Nel senso che sarebbe stato bene, per me, rispecificare, al momento della salita a bordo, la mia richiesta. In modo da ricordare al personale di bordo addetto di caricare effettivamente anche il mio pasto senza glutine. La precauzione non è mai troppa.

Insomma, avere un pasto senza glutine è stato, quindi, abbastanza semplice. Questa volta.

In altri viaggi, invece, sempre su tratte piuttosto lunghe, mi sono ritrovata ad avere il gluten free su un volo e non su un altro, di compagnia diversa, senza spiegazioni specifiche. Eppure io avevo prenotato tutta la tratta. Mah.

Detto ciò, è innegabile che, oggi come oggi, avere pasti specifici per intolleranze o esigenze particolari non sia così impossibile. Senza glutine, vegetariano, senza carne di maiale… ormai le compagnie aeree hanno cominciato a fare occhio anche a questi aspetti.

Eppure, le allergie più forti sono ancora un problema. Di non poco tempo fa è infatti un articolo sui problemi affrontati da una mamma il cui bambino soffriva di una fortissima allergia alle noci. Il piccolo non poteva stare in un ambiente chiuso in cui fossero anche solo presenti delle noci. La mamma aveva fatto presente questo fatto e le era stato assicurato che non c’erano problemi. Fino a quando, dopo aver regolarmente pagato biglietto, è stata fatta scendere dall’aereo perché il pilota non voleva “un morto sul proprio aereo”. Anche qui: la prudenza non è mai troppa, ma la compagnia aerea avrebbe dovuto pensarci prima di far perdere il volo e i soldi a un cliente. E di perdere anche molta credibilità.

Per cui, la situazione rimane comunque delicata. Come sempre, d’altronde, quando si tratta di allergie.

Quindi, il consiglio è di specificare le proprie intolleranze subito, al momento della prenotazione in agenzia. Di pretendere una conferma che queste siano state accolte. E di rispolverare la memoria degli addetti al carico mentre si sta facendo vedere il biglietto prima di salire a bordo. Questo dovrebbe bastare. Forse.

Per approfondire: http://www.huffingtonpost.it/2016/08/02/bambino-allergico-noci-cacciato-aereo-emirates_n_11301686.html?utm_hp_ref=italy