Intolleranze e Colazione: dolce di pistacchio con sorpresa

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coffee-1150899_1280Era ora di colazione.

Camminavo senza pensare a niente di particolare un paio di giorni fa, in Corso Vittorio Emanuele a Torino. Proprio a due passi dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova.

Senza rifletterci troppo, attirata dal fatto che, pur essendo agosto, avevano aperto un bar nuovo, tutto lindo ed evidentemente desideroso di essere provato, ho deciso di prendermi un bel cappuccino al tavolo. Fuori, nel dehor, all’ombra degli alberi. Magari accompagnandolo con qualcosina. Un dolcetto, una brioche, un cioccolatino: avrei lasciato spazio alla fantasia.

Al momento di ordinare, ho dato uno sguardo al banco e ho ritrovato le solite merendine confezionate senza glutine. Ottime, eh, per carità. Ma proprio alla mia destra c’era anche il frigo pieno di gelatini monoporzione e altre amenità dolciarie da freezer… come non tentare?

Ho chiesto alla barista: “Io sono intollerante al frumento, c’è qualcosa qui che posso mangiare per colazione?”.
Lei, gentilissima, si è avvicinata con me alla vetrina e mi ha spiegato: “Questo è un tortino al caffè, ma ha il pan di Spagna. Questo è un medaglione al limone, ma, anche qui, pan di Spagna. C’è il bicchierino di gelato al caffè, che è solo gelato, quindi senza farina. E quest’altro tortino al pistacchio: gelato e crema, senza nient’altro dentro.”.
E io: “Quindi, posso scegliere tra il caffè e il pistacchio?”.
E lei: “Esatto.”.

Bene, ho scelto il pistacchio e poi, tutta felice, mi sono portata il mio dolce e il cappuccio al tavolino. Pronta per la colazione.
Ho assaggiato la schiumina deliziosa della bevanda e aperto il mio libro giallo per coronare la mia mattinata perfetta.
Quindi, mentre l’investigatore stava per rivelare chi avesse ucciso Miss Murple nella stanza Rossa con un candelabro, ho infilato la prima cucchiaiata di tortino in bocca.
Senza neanche guardare.

Male, Miss Incibus. Molto, molto male.

Il dolce era pieno zeppo di pan di Spagna.
Appena ne ho percepito il sapore, ho allontanato la posata dalla bocca, espulso il boccone con aria indifferente, nascondendomi il più possibile dagli sguardi delle tre gioiose coppiette in vacanza che mi circondavano, e mi sono diretta al bancone, a posare il piattino con il dolce incriminato.
Le bariste si sono subito scusate, non mi hanno fatto pagare e sono state molto carine (inutile dire che alla responsabile è venuto un mezzo infarto).

Questo, però, non cambia la situazione. Se fossi stata allergica, sarei stata veramente, veramente male… per non dire che avrei potuto rimanerci secca.
Invece mi sono venute solo un paio di coliche. Che comunque non sono piacevoli.

Quindi, signori, specialmente voi che lavorate della ristorazione, che sia ristorante, bar o gelateria, che siate camerieri, cuochi, proprietari o dipendenti, ricordatevi: se qualcuno vi dice che ha un’intolleranza, prendete sul serio le sue richieste. Informatevi sui prodotti che state vendendo e abbiate sempre a portata di mano la lista degli ingredienti.

E’ veramente importante.
Credetemi: ne va della salute del vostro consumatore, tanto quanto della vostra.