Salone del Gusto: un percorso tra le birre senza glutine

Birre per Celiaci - Birra senza glutine
Birre per Celiaci - Birra senza glutine

20160924_133109Lunedì è stato l’ultimo giorno del Salone del Gusto.

E’ stata un’iniziativa piena di stimoli, sapori e nuove idee. Incibus ha conosciuto realtà diverse. E’ riuscito a intessere altre relazioni e ad ampliare la sua rete “intollerante”.

In questo percorso del gusto, in particolare, ci siamo imbattuti in molti stand dedicati all’arte birraia. Perché, per quasi tutti i birrifici artigianali, non è “solo birra”: è passione. E molti dei loro prodotti dobbiamo dire che sono veramente ottimi.

Da questi aromi maltati e dai riflessi dell’ambra, è quindi partita la riflessione: e i celiaci?

Stiamo parlando di alcolici che nascono dalla fermentazione del luppolo e dell’orzo: glutine dappertutto. Ma ci sarebbe un modo perché anche i celiaci possano accedere alle gioie della birra artigianale?

Molti dei birrifici con cui abbiamo parlato hanno in effetti dimostrato un vivido interesse a produrre delle birre senza glutine, altri già lo fanno. Il nostro primo incontro è stato al Piazzale Valdo Fusi. Alessio, del team visual del famoso birrificio del Baladin, ci ha spiegato come loro non producano una birra senza glutine, se non la Nazionale che è intorno ai 20 ppm, ma che sarebbe loro intenzione farlo. Ma un difetto della birra senza glutine sembra essere, purtroppo, quello di… beh… di avere un gusto pari a quello di una bibita frizzante. Così, ci dice Alessio, loro ne vorrebbero creare una che abbia almeno un 5-6% di gradazione alcolica, partendo direttamente da elementi privi di glutine: stanno studiando come fare.

Nel tratto di stand dedicato al Piemonte al Valentino, invece, abbiamo avuto la fortuna di incontrare il birrificio Croce di Malto, di Novara, e, poco più in giù, il birrificio Laval, di Avigliana. Il secondo ci ha fatto assaggiare la sua birra senza glutine Alba. Birra a cui viene estratto il glutine al termine del processo di produzione. Il primo, invece, ci ha mostrato la sua birra Helles Diablo, aromatizzata al peperoncino, che fa meno di 50 ppm di glutine: è adatta alle intolleranze, ma non alle allergie vere e proprie.

Cosa diavolo è un ppm? Parti per milione. Indicare che una sostanza ha un certo valore ppm è come dire quanti milligrammi sono presenti di quella sostanza. Ovvero: più il numero di ppm in riferimento alla quantità di glutine è basso, meno glutine è presente nell’alimento. Sotto i 20 ppm l’AIC classifica un cibo o una bevanda come “senza glutine”. Tra i 21 e i 100 ppm, il cibo è, invece, “a contenuto di glutine molto basso”.

Dunque, i primi passi verso una produzione di birre senza glutine ci sono e li abbiamo visti muoversi. Ora restiamo trepidamente in attesa degli sviluppi. Intanto vi consigliamo di fare un giro in questi birrifici e provare voi stessi.